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5 Trucchi per far sembrare più grandi gli ambienti

Spesso i miei Clienti conoscono già tutti (o quasi) i miei lavori perchè si sono studiati il mio Portfolio a memoria

Alcuni degli ambienti più belli sono proprio quelli in cui siamo riusciti ad ampliare lo spazio con alcuni “trucchi del mestiere”… ve ne voglio svelare alcuni:

1-PREFERIRE GLI OPEN SPACE

Quando si decide come tagliare gli ambienti sicuramente optare per un open space favorisce la sensazione di spazio aperto, libero. Le pareti in vetro (TRASPARENTE, non satinato) sono un’altra ottima soluzione per dividere senza chiudere.  In linea di massima è da limitare l’uso del vetro satinato che crea cesure e uno stile tipo ufficio.

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2-USARE COLORI TONO SU TONO E QUALCHE CONTRASTO

Un segreto per ampliare gli spazi è quello di creare una tavolozza uniforme sulla quale sistemare alcuni elementi a contrasto. pareti e soffitti ad esempio potrebbero essere tono su tono. Oppure le pareti ed i pavimenti. Una cosa che amo è sbiancare le travi a vista con colori che non siano il solito bianco scegliendo piuttosto lo stesso colore delle pareti o una sfumatura dello stesso

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3-LA LUCE CHE AMPLIFICA

Utilizzare la giusta illuminazione, ben studiata fino dalle fasi iniziali della costruzione (o ristrutturazione) è di particolare importanza se si vogliono creare le giuste atmosfere nelle stanze. Luci indirette, bidirezionali, soffuse o dimmerabili sono sempre una scelta appropriata ma, come in tutte le cose,  attenzione a non esagerare!

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4-NON RIEMPIRE TROPPO

Il peggior errore che si possa fare è riempire una stanza con TROPPI MOBILI. Non si riesce più a far fluire liberamente lo spazio e si creano ovunque degli ostacoli fastidiosi per la vista. Gli arredi vanno posizionati senza ingombrare, e vanno inseriti solo quelli necessari. Almeno questa è la mia opinione!

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5-UNA PARETE SCURA COME SFONDO

A differenza di quello che molti pensano i colori scuri aiutano a far percepire lo spazio come più grande. Perché? Perché il colore scuro fa sembrare le pareti più distanti, le “rimpicciolisce” creando l’illusione di LONTANANZA e quindi di maggiore ampiezza. Cosa e come dipingerle è tutta una storia a se…

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Volete consigli aggiuntivi? Volete ingaggiarci per risolvere i vostri dilemmi? Volete affidarci la progettazione della vostra nuova casa? Tel. +39 338 2992899 oppure: studio@rachelebiancalani.com

NB: TUTTE LE IMMAGINI PUBBLICATE SONO NOSTRE REALIZZAZIONI CHE ABBIAMO CURATO FIN NEL DETTAGLIO dalla fase progettuale fino alla realizzazione

I trucchi per l’ILLUMINAZIONE della camera da letto

Quando si progetta l’illuminazione di qualsiasi ambiente la prima domanda da farsi è: QUALI SONO LE FUNZIONI CHE OSPITERA’ QUESTO SPAZIO?

Se si tratta della camera da letto dunque le risposte che daremo saranno:

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1-Il RIPOSO QUOTIDIANO

Per questa attività si necessita di una luce MODULABILE e EMOZIONALE che si possa alzare o abbassare all’occorrenza, ecco che a tale scopo inserisco spesso led dimmerabili e luce indiretta ma soft

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2- LA LETTURA

Per leggere comodamente a letto si utilizzano le abajour, che siano in appoggio sul comodino o che siano appese a parete, è questo il modo abituale in cui si assolve a questa funzione. Lo stile delle abajour deve essere in linea con quello della stanza

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3-VESTIRSI/SPOGLIARSI – RIPORRE GLI ABITI

Spesso per questa attività nella camera da letto è collocato un armadio (o una cabina armadio) che è la zona che va illuminata di più all’interno della camera da letto.

Molto spesso io inserisco nei miei progetti delle strip led o dei faretti DIRETTAMENTE DENTRO GLI ARMADI possibilmente collegati ad un sensore che accende la luce nel momento stesso in cui si aprono le ante.

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4-ILLUMINAZIONE GENERALE CON FUNZIONE ESTETICA

In alcuni casi particolari, camere molto grandi con la presenta di comò e altre ampie superfici  di appoggio possiamo optare per delle lampade da tavolo di arredo che diano un tocco speciale a tutta la stanza

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Anche una lampada da terra in un angolo, o una sospensione può contribuire con il suo fascino a illuminare una camera da letto con una forte componenete estetica

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5-METTERE IN EVIDENZA DELLE PECULIARITA’ DELLA STANZA

Come in tutte le altre stanze, qualora avessimo la fortuna di avere una camera da letto ad  esempio con dei soffitti affrescati, avremmo l’obbligo morale di metterli in evidenza con l’illuminazione giusta

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In tutti i casi ogni ambiente è un universo a sé ed ha bisogno di un’analisi accurata prima di essere progettato.

Se hai bisogno della consulenza del mio Studio di Architettura e Interior Design contattami qui: +39 338 2992899 oppure tramite mail: studio@rachelebiancalani.com

L’Architetto serve SEMPRE

Mi è capitato di parlare con due persone davvero carine che ad oggi non erano mai andate da un Architetto… mi dicevano di aver parlato con un collega Geometra al quale avevano chiesto se a loro per fare un certo tipo di lavoro servisse un Architetto o meno… lui ha risposto che gli sarebbe servito un Architetto solo qualora avessero avuto le idee POCO CHIARE…

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Ecco, sfatiamo subito un mito: L’ARCHITETTO SERVE SEMPRE, non solo se si hanno le idee “poco chiare”

Non serve perchè solo lei/lui può firmare la pratica edilizia bensì serve per fare un progetto ARCHITETTONICO che fin dall’inizio abbia una sua ragion d’essere in base a tutti gli elementi che concorrono nella Progettazione ovvero: le preesistenze, i desideri del Committente e la Funzionalità.

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Il Progetto Architettonico dovrebbe essere fatto solo da chi sa già come verranno arredati tutti i singoli ambienti, dove andranno determinati servizi, che finiture avranno le pareti, la posizione delle viste, le luci, e un’infinità di altri elementi che non si possono APPICCICOTTARE DOPO sul progetto architettonico già fatto da altri ma che, avendone la possibilità vanno pensati ed organizzati fin dalle prime fasi progettuali, PRIMA di fare la Pratica Edilizia.

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Pertanto, se proprio volete avere il doppio tecnico, ovvero colui che segue la pratica edilizia e colei che REALMENTE farà il Progetto Architettonico, quantomeno ingaggiateli entrambi fin da subito.

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Per incontrarmi in Studio e parlarne a voce possiamo fissare subito un appuntamento conoscitivo gratuito: 338 2992899

oppure potete mandarmi una mail a : studio@rachelebiancalani.com

 

Il Rendering e il Progetto sono la stessa cosa?

Il RENDERING E’ il PROGETTO? Assolutamente NO! Il progetto nasce nella mente dell’architetto grazie a diversi elementi, dalle esigenze e dalle richieste del Committente, dallo spazio a disposizione, dalla tipologia edilizia e dalle pre-esistenze.

Nasce dalle conoscenze e dall’esperienza del Professionista che che lo sviluppa tramite elaborati grafici (bidimensionali) più o meno complessi che sintetizzano, tramite verifiche dimensionali e quant’altro, tutta una serie di informazioni necessarie alla perfetta realizzazione dell’Opera in ogni sua parte. Fondamentale anche la Direzione della Maestranze in cantiere e fuori dal cantiere affinchè il  Progetto venga rispettato. In tutto questo il Render

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tridimensionale fotorealistico è un Di PIU’, un elemento che potrebbe non esserci, uno sfizio, qualcosa di veramente superfluo che rappresenta una fase praticamente inutile. Perchè fare questa precisazione visto che il mio Studio produce, all’occorrenza, anche render fotorealistici e viste 3D a 360°? Perchè moltissime persone IGNORANTEMENTE scambiano il Render col Progetto. Mi è capitato di sentirmi chiedere  se si poteva fare il render di un edificio senza fare il progetto o altre sciocchezze simili… è come chiedere allo chef di fare un risotto senza il riso.

Per concludere non esiste RENDER senza Progetto mentre un Progetto esiste benissimo senza il  render!

Se volete uno dei miei PROGETTI ecco la mia mail per info e contatti: studio@rachelebiancalani.com

 

Architetto VS Architetto

Una persona che sta ristrutturando casa mi ha contatta perchè colpita da uno dei miei lavori e mi scrive una mail che recita più o meno così:

Gent.ma colgo l’occasione della sua disponibilità per chiederle un consiglio sulla scelta pavimento. Le ruberò solo un paio di minuti cercando di essere sintetica.
Casa nuova in costruzione, una villetta con giardino posizionata in un comparto nel quale le opere di urbanizzazione ci faranno penare per diversi anni a venire, insomma un cantiere a cielo aperto. Sto spingendo molto per la scelta del parquet avendo sempre trovato il grès effetto legno un po’ pacchiano e sicuramente abusato sia nelle scelte dei committenti che nel lavoro di tanti posatori. Poi ho visto il suo lavoro, e ne sono rimasta incantata.
L’architetto che ci segue e mio marito sono per un grès effetto cemento, in particolare la linea set delle ceramiche sant’agostino. Belle per carità ma ovviamente nulla a che vedere con il legno vero… Mio marito si innamora dunque della linea SWood , sempre sant’agostino, color Sand. Lei cosa ci consiglierebbe di fare, seguire il mio istinto o la ragione di marito e architetto? aggiungo che ho una bambina piccolissima e non voglio mortificarla con rimproveri continui, in fondo i mobili rovinati si cambiano ma il pavimento?
la ringrazio in anticipo.”

Io ho risposto ESATTAMENTE COSI’:

“Cara ****,  avendo lei già ingaggiato un mio collega mi mette nella scomoda situazione di non poterle rispondere serenamente perchè non mi permetterei mai di contraddire un collega tantomento davanti al suo Committente, non solo per deontologia professionale ma anche perchè io non conosco il progetto nella sua GLOBALITA’ e non mi sento di poter far altro che consigliarle di FIDARSI DEL SUO ARCHITETTO! Del resto è lui/lei il Professionista che ha scelto per assisterla e in questi casi LA FIDUCIA E’ TUTTO!!!”

Ah quanto vorrei, detto tra noi, che TUTTI RISPONDESSERO COSI’ a tutti quei Committenti, indecisi, anziosi, insicuri che per ignoranza chiedono consigli a destra e a manca (magari al muratore o al panettiere) ignorando il fatto che l’unico del quale dovrebbero seguire i consigli è proprio il loro Architetto/a di fiducia!

Se volete i miei consigli, magari dietro equo pagamento visto che questo è il mio lavoro: studio@rachelebiancalani.com oppure tel.338 2992899

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Peace, Love  & design a tutti!

Il PROGETTO non conta NIENTE!

Tutti sanno che non importa avere un buon progetto per fare una buona ristrutturazione. E’ risaputo che un qualunque individuo senza una laurea e senza competenza specifiche sia tranquillamente in grado di improvvisare come per magia sul posto e di realizzare qualunque cosa desideri il Committente senza seguire IL PROGETTO.

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Anche l’uomo della strada sa che un Impiantista serve solo per “firmare una Legge 10″ e non per fare un vero progetto integrato col progetto architettonico e delle strutture e che ancora meno importa che sia tutto coerente ed eseguito secondo la perfetta regola dell’arte.

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E’ normale chiamare l’Architetto solo per farsi dare due consigli estetici, del resto si sa che gli Architetti badano a tutto fuorchè alla funzionalità, pertanto meglio fidarsi del consiglio del muratore!

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Se  la pensi così per favore esci immediatamente da questo sito e non contattarci mai.

QUI CREDIAMO CHE IL PROGETTO SIA DI FONDAMENTALE IMPORTANZA per la buona realizzazione del lavoro e che debba essere un PROGETTO ARCHITETTONICO INTEGRATO in cui le soluzioni più valide nascono dall’unione del miglior progetto architettonico e strutturale, che sia efficiente e funzionale e sia nato dal dialogo di diverse competenze e professionalità messe al servizio del nostro prezioso Committente.

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Se anche tu credi nell‘importanza del progetto chiamaci per un primo appuntamento conoscitivo in Studio: 338 2992899 – studio@rachelebiancalani.com

Lezione di SHABBY CHIC – DIY tutorial

Fin da piccola ho sempre amato il DIY (che all’epoca si chiamava FAI-DA-TE).

Avevo 12 anni quando ho cominciato a maneggiare i primi attrezzi e a creare piccoli (e poi sempre più grandi) oggetti dal niente.

Adesso sfrutto le mie conoscenze e la mia esperienza nel lavoro che faccio e talvolta mi capita che un cliente mi chieda di INSEGNARGLI qualcosa…

Ecco dunque questo piccolo tutorial sullo shabby chic che ha permesso al diretto interessato di imparare il metodo per “shabbare” le antine della sua cucina che riutilizzeremo nella nuova abitazione! Buona visione…

Per dubbi o domande scrivi a studio@rachelebiancalani.com

CARTONGESSO: ODI ET AMO

Oggi voglio spezzare una lancia a favore di un sistema costruttivo a secco come il CARTONGESSO che negli ultimi anni si è molto evoluto fino ad entrare di prepotenza nei progetti residenziali più all’avanguardia per sostituire il sorpassato (e sopravvalutato) mattone.

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Siamo abituati a vedere il cartongesso nelle, scuole, negli uffici… Pensiamo che sia esile, poco stabile, per niente resistente all’acqua o al fuoco e che lasci passare tutti i rumori del mondo.

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La STABILITA’, la RESISTENZA e la TRASMISSIONE DEI SUONI delle strutture in cartongesso dipendono non solo dalla struttura interna ma anche dal numero di pannelli avvitati alla struttura stessa. Ci sono pareti in cartongesso con isolante interno e a doppia lastra che hanno prestanzioni molto più alte per quanto riguarda l’isolamento acustico rispetto alla tradizionale foratella in laterizio.

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Esiste inoltre il CARTONGESSO IGNIFUGO (ma il gesso è tutto ignifugo), cretificato per pareti REI che qualcuno richiede erroneamente anche per la realizzazione dei caminetti ed il CARTONGESSO IDROFUGO speciale per ambienti umidi come il bagno.

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Nella BIOEDILIZIA, tema a me molto caro fin dai suoi esordi, spesso vengono usati sitemi a secco come le pareti divisorie in cartongesso. Questo offre il vantaggio per esempio di non dover “rompere” la parete appena fatta per far passare gli impianti e di essere subito asciutto e “pronto” una volta stuccato a regola d’arte.

Non per questo amo utilizzarlo senza misura… al contrario ritengo che strutture come controsoffitti e velette vadano dosate con molta parsimonia.

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COL CARTONGESSO bisogna stare molto attenti perchè E’ FACILE ESAGERARE… e non c’è niente di più brutto di vedere abitazioni che sembrano gelaterie e gelaterie che sembrano astronavi.

Come usare il cartongesso nel tuo caso? Contattami e lo scoprirari con un progetto ponderato su misura per te: studio@rachelebiancalani.com – tel. 338 299 2899

Esiste un modo semplice per rimuovere la vernice dalle travi in legno?

Qualche giorno fa mi è arrivata questa mail da un lettore:

“Buongiorno

potrebbe consigliarmi un modo semplice per rimuovere la vernice dalle travi in legno? inoltre se le mando delle foto potrebbe darmi un parere e qualche consiglio su come rinnovare l’aspetto delle mie  3 stanze con travi a vista?

grazie

cordiali saluti

Luca A.”

Dato l’argomento interessante voglio cogliere l’occasione per trasformare questa domanda (la prima delle due che mi vengono poste) in un post che tutti possano leggere.

Caro Luca, indovina un po’… NON ESISTE UN MODO SEMPLICE PER RIMUOVERE LA VERNICE DAL LEGNO! Per questo motivo  alcuni (i più saggi o i più anziani) sono sempre molto riluttanti prima

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di verniciare delle travi in legno ed è per questo che io non propongo MAI di verniciare delle travi nuove ma sempre e solo di velarle leggermente e con mano leggera.

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Il modo più veloce (ma non pulito e non economico) di sverniciare le travi è quello di farle sabbiare da delle maestranze che abbiano

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l’attrezzatura adeguata. Per togliere l’impregnante si procede allo stesso modo riportando il legno a “vivo” consumando con la sabbiatura tutto lo strato superficiale di vernice o impregnante.

Per questo a volte sulle vecchie travi verniciate precedentemente sono intervenuta VERNICIANDOCI SOPRA… Per quando riguarda la 9

la consulenza (gratuita) che mi chiedi, se vuoi mandarmi le foto posso darti una risposta pubblica quando mi sarà possibile perchè, come è noto SUBITO e GRATIS non stanno bene insieme!

Se anche tu vuoi conoscere in dettaglio la migliore soluzione personalizzata per trasformare il tuo soffitto senza rischiare di incorrere in banali errori, prenota una consulenza completa e dettagliata al mio indirizzo email studio@rachelebiancalani.como vieni direttamente al mio studio a San Giovanni Valdarno (AR),in via Don Sturzo 11/A

Come RISTRUTTURARE CASA senza sbagliare

Come fare per affrontare i lavori di ristrutturazione senza correre troppi rischi?

Come ripeto di frequente la SCELTA DEL PROFESSIONISTA AL QUALE AFFIDARSI E’ FONDAMENTALE.

Sono fortemente convinta che tra le persone si creino immediatamente delle sinergie che vanno oltre ciò che si dice a parole.  Questa è importantissima nel rapporto tra cliente e architetto.

Per questo dovrai prestare la massima attenzione nel momento della scelta dello Studio e del professionista giusto per te e le tue esigenze…

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Solo il professionista giusto saprà consigliarvi pensando al vostro budget e al vostro interesse. Solo lei (o lui) avrà la giusta esperienza e professionalità per portare a termine la tua ristrutturazione nel migliore dei modi senza troppe sorprese e con un risultato impeccabile.

E’ dunque questione di fortuna? Come farai a non sbagliare?

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Informati, chiedi, pensa e soprattutto non basare le tue scelte su luoghi comuni. Guarda la qualità dei lavori, la funzionalità delle soluzioni proposte, l’originalità delle scelte.

Non scegliere  un professionista solo perchè applica delle tariffe più basse di altri perchè ricorda: chi chiede poco sa di valere poco oppure, poichè sottopagato, si impegnerà ben poco nel lavoro che gli affidi.  Ricorda: chi poco spende molto spende :-|

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Il mio Studio offre supporto in tutte le fasi della Ristrutturazione dagli Studi Preliminari (decidiamo se ristrutturare o meno), al progetto architettonico con relative Pratiche Edilizie, l’importantissima direzione delle maestranze e in ultimo, ma non per importanza, un progetto accurato di interior design chiavi in mano. Sbirciate tra i nostri lavori: http://www.rachelebiancalani.com/it/portfolio e se vi piacciono conosciamoci in Studio

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