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La gerarchia delle Arti

Qualche giorno fa parlando con un collega di Architettura e delle Arti in genere e questi mi diceva che secondo lui c’è una “gerarchia” in ordine di importanza ovvero: l’Architettura al primo posto, seguita dal Design e infine dall’Arredamento.

Questo perchè, sempre secondo lui, l’Architettura ha un’anima mentre un oggetto di design o un interno non ce l’hanno.

Forse non ho ben capito cosa voleva intendere ma io non sono d’accordo.. anzi NON SONO PER NIENTE D’ACCORDO.

Chi mette tutto se stesso nel lavoro che fa, qualunque sia questo lavoro, lascia un segno indelebile.

Certo non basta amare il proprio lavoro e dobbiamo essere più che competenti, ma in questo modo sono convinta che anche un lavoro di Architettura di Interni possa avere un carattere ed un’anima. Il Progetto secondo me deve rispecchiare la personalità del Committente e, in modo minore anche quella del Progettista. Per questo motivo un buon progetto da vita a qualcosa di VIVO, VIBRANTE,  che  EMOZIONA.

Se volete che far vibrare i vostri spazi contattami:

tel. 338 2992899 – email: studio@rachelebiancalani.com

Furbetti del web e non solo

ATTENZIONE:
SEGUE POST LUNGO E LEGGERMENTE POLEMICO
!!!consigliato ai soli addetti ai lavori!!!
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A volte si dimentica che esiste una Legge (Legge 22 aprile 1941 n. 633) che Tutela il Diritto d’Autore che è strettamente connesso alle Opere frutto dell’Ingegno quali l’Architettura e le Arti. Questa legge tutela espressamente i disegni e i progetti di Architettura che restano di esclusiva proprietà del Progettista stesso che ne detiene tutti i Diritti.
proprietà-intellettuale
Il Progettista è inoltre l’unico che può Pubblicare l’opera o mostrarla a terzi.
Stampare ed esporre gli altrui progetti nel proprio ufficio lasciando implicitamente intendere che quell’opera è stata progettata da chi lavora in quell’ufficio  equivale, a parer mio, ad una violazione di questa Legge.
Per lo stesso principio appropiarsi delle immagini frutto del lavoro di un Progettista e pubblicarle sulla propria Pagina Facebook (o su altri Social) senza chiedere il permesso nè fare alcun riferimento al Progettista stesso equivale di nuovo ad una violazione di questa Legge.
Lo stesso dicasi per le foto su Istagram e gli altri canali; soprattutto quando è palese l’intenzione di creare confusione nello spettatore riguardo la paternità (o maternità) dell’opera.
Inoltre è assimilabile al principio della concorrenza sleale perchè si cerca di far passare per proprio il frutto del lavoro dell’altrui intelletto.
Personalmente trovo molto sgradevole anche la ditta, il marchio, il negozio o l’artigiano che pubblica le foto di un lavoro da lui (soltanto) eseguito o venduto e non cita il Progettista dell’Opera.
Questo atteggiamento non solo è sintomo di poca lungimiranza (architetti e ditte collaborano tutti i giorni e ci dovrebbero essere rapporti costruttivi tra le parti) ma lede tutta la categoria dei Progettisti e fa sembrare secondaria l’importanza chiave del Progetto Architettonico, di Interni o di Design.
Imparare a comportarsi correttamente significa anche rispettare la legge.